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Il borgo medievale di Erice: tra mito e storia

Visuale panoramica dalla cima del borgo Medievale di Erice in provincia di Trapani
Visuale panoramica dalla cima del borgo Medievale di Erice in provincia di Trapani

Erice è un borgo medievale a 751 metri sul livello del mare, in provincia di Trapani, molto caratteristico e realmente in grado di portare il visitatore indietro nel tempo.

Fin da subito è infatti percepibile la sua atmosfera sospesa nel tempo, complici le innumerevoli costruzioni medievali e arabo-normanne che caratterizzano il luogo.

A rendere il tutto ancora più teatrale, c’è la classica “nebbia di Erice” che abbraccia le vie del borgo e le mura antiche, anche in estate.

Dalle origini elime ai Normanni: cenni storici e leggende

Secondo fonti storiche e ai racconti di Tucidide, Erice venne fondata dagli Elimi, giunti in Sicilia dopo la caduta di Troia e tra i primi abitanti dell’isola assieme a Siculi e Sicani.

Il periodo di massimo splendore arrivò con l’arrivo dei Normanni e di Ruggero II nel XII secolo. È proprio in quel tempo che vennero edificate molte delle costruzioni in pietra visibili anche oggi, incluso il famoso Castello di Erice che è un po’ il simbolo del borgo e dal quale è possibile godere di una visuale meravigliosa sul mare, sulla città di Trapani e sull’area di Segesta.

Cosa vedere a Erice: itinerario a piedi in un giorno

Andare in giro per il centro storico di Erice è un po’ come entrare in un labirinto, però in epoca medievale. Noterai infatti subito le strade fatte esclusivamente di ciottoli e le costruzioni in pietra, come se il tempo si fosse fermato.

Di certo il modo migliore per visitare il borgo di Erice è quello di seguire un percorso lineare, per evitare di “perdersi” e ritrovarsi più volte nello stesso punto.

L’itinerario di Erice che proponiamo di seguito consente di scoprire i tesori ed i luoghi più caratteristici del borgo partendo dalla porta di ingresso principale, Porta Trapani, salendo pian piano fino a raggiungere il Castello.

Porta Trapani e le mura ciclopiche elimo-fenicie

Porta Trapani è l'ingresso classico per visitare il borgo di Erice
Porta Trapani, la porta d’ingresso principale del borgo Medievale di Erice

La classica visita ad Erice inizia proprio da Porta Trapani, sia che si giunga qui in macchina che tramite la funivia.

Superando Porta Trapani, che si chiama così proprio perché orientata verso l’omonima città, ci si ritrova all’inizio di Via Vittorio Emanuele, la strada principale che attraversa l’interno borgo.

L’inizio di Via Vittorio Emanuele a Erice, subito dopo aver superato Porta Trapani
L’inizio di Via Vittorio Emanuele a Erice, subito dopo aver superato Porta Trapani

Qui ci sono anche i primi bar nei quali è possibile gustare le famose “Genovesi”, dei dolcetti di pasta frolla che racchiudono una delicata crema pasticcera. Una antica ricetta nata nel convento di clausura di San Carlo ad Erice.

Il Real Duomo (Chiesa Madre) e la Torre di Re Federico

Imboccando il primo vicolo a sinistra subito dopo aver superato Porta Trapani si arriva velocemente al Real Duomo o Real Chiesa Madrice, nota anche semplicemente come “Duomo di Erice”.

Edificata per volere del Re Federico III d’Aragona nel XIV secolo, la chiesa presenta un imponente stile gotico arricchito da un portico con vari archi a sesto acuto.

Accanto la chiesa sorge la Torre Campanaria Autonoma, detta anche “Torre di Re Federico” o “Campanile della Chiesa Madre”.

Per visitare anche l’interno è necessario pagare un biglietto in loco, con la possibilità di salire i quasi 200 gradini per raggiungere i tetti e scoprire il meraviglioso panorama circostante.

Il cuore del borgo: Piazza della Loggia e il Museo Civico Antonio Cordici

Piazza della Loggia ad Erice. Sulla destra il Palazzo del Municipio
Piazza della Loggia ad Erice (già Piazza Umberto I). Sulla destra il Palazzo del Municipio

Proseguendo per Via Vittorio Emanuele, approfittandone per ammirare le botteghe degli artigiani, si giunge a Piazza della Loggia (già Piazza Umberto I).

Questo è il salotto di Erice, la piazza più importante del borgo in cui sorge tra l’altro il Palazzo del Municipio. Ricordiamo in proposito, che al suo interno è possibile visitare il Polo Museale Antonio Cordici che ospita tra l’altro la famosa “Testa di Venere”.

Consigliamo di fare una pausa in Piazza della Loggia e approfittarne per rinfrescarsi con una granita o un gelato. Consiglio spassionato: prima di ordinare qualcosa date un’occhiata ai prezzi sul menu!

I Giardini del Balio e la Torretta Pepoli

Ingresso dei Giardini del Balio a Erice
Ingresso dei Giardini del Balio a Erice

Ripresa la marcia, imbocca la Via Antonio Cordici e poi gira a destra per Via Gian Filippo Guarnotti, ti porta direttamente ai Giardini del Balio.

Questo spazio verde, dal tipico stile inglese, è stato realizzato dal Conte Agostino Pepoli a fine Ottocento. Ci sono siepi e aiuole fiorite, ma soprattutto tantissime panchine su cui riposare e trovare frescura all’ombra dei pini secolari che sussistono in quest’area.

Neanche a dirlo, ci sono anche delle bellissime terrazze panoramiche che offrono una splendida visuale sull’entroterra.

Le Torri del Balio a Erice. Qui c'è una veduta meravigliosa sulla vallata sottostante
Le Torri del Balio a Erice. Qui c’è una veduta meravigliosa sulla vallata sottostante

Passeggiando lungo i viali dei Giardini del Balio, noterai certamente le due Torri del Balio di chiara epoca normanna.

Proprio accanto le due torri c’è una balconata dalla quale puoi godere di una visuale pazzesca sulla vallata sottostante, e proprio qui attorno è facilissimo trovare nebbia anche in estate.

Tra l’altro, sullo sperone roccioso sottostante le due torri noterai anche la famosa Torretta Pepoli, con la sua struttura particolare e geometrica. Il Conte Agostino Pepoli la fece costruire per dare a letterati ed artisti vari un rifugio che potesse dare anche ispirazione vista l’eccezionale posizione in cui si trova.

Veduta dalla terrazza delle Torri del Balio. Al centro possiamo intravedere la Torretta Pepoli
Veduta dalla terrazza delle Torri del Balio. Al centro possiamo intravedere la Torretta Pepoli

Il Castello di Venere: la vista iconica sulle Isole Egadi e sulle Saline

Il clou del tuo tour di Erice sarà il momento in cui giungerai al Castello di Venere, che svetta a ben 751 metri di altezza.

Realizzato in pietra tra l’XI ed il XII secolo, il Castello conserva tutt’oggi bastioni e cortili con il fascino del tempo che fu.

Anche in questo caso la vista sottostante è spettacolare, e da questo versante è possibile scorgere le saline, la città di Trapani, le Isole Egadi (Favignana, Levanzo e Marettimo) e, quando la visibilità è particolarmente buona, anche Marsala.

Erice “Città delle cento chiese”: gli edifici di culto più importanti

Quella che segue è una rapida panoramica delle chiese più importanti da visitare ad Erice. Ricordiamo che è possibile visitarle tutte, anche gli interni, sfruttando la Erice Card, ovvero un biglietto cumulativo.

Chiesa di San Martino e i suoi interni barocchi

La Chiesa di San Martino è tra le più belle e caratteristiche di Erice.

Fu il Re Ludovico d’Aragona a volerne la realizzazione nel XIV secolo, ed originariamente aveva un forte impatto gotico. Con la ristrutturazione del Seicento venne stravolto l’impianto originario.

Gli interni presentano un forte carattere Barocco e stucchi attribuiti a Giacomo Serpotta, nonché vari affreschi ed un coro ligneo del Settecento.

Chiesa di San Giuliano e la tradizione del Venerdì Santo

La Chiesa Parrocchiale di San Giuliano a Erice
La Chiesa Parrocchiale di San Giuliano a Erice

La Chiesa di San Giuliano è uno dei luoghi più rappresentativi di Erice, chiaramente legata al periodo di dominazione normanna.

Venne edificata nell’XI secolo e vanta un imponente prospetto con un caratteristico campanile a forma di cupola.

Questa chiesa è anche il fulcro della Processione dei Misteri del Venerdì Santo. Proprio da qui, in occasione della Settimana Santa, partono le pesanti vare che i fedeli portano a spalla lungo le vie di Erice.

I ruderi del Monastero del Santissimo Salvatore

I ruderi del Monastero del Santissimo Salvatore sono una tappa da non perdere.

Si tratta di un antico complesso monastico, un tempo abitato dalle suore di clausura dell’ordine benedettino.

Oggi purtroppo rimane ben poco della struttura originale, a causa dell’abbandono e dei successivi crolli che lasciano a vista solo i resti perimetrali, alcuni archi gotici e le vecchie cisterne interrate.

Passeggiare qui restituisce un senso di pace e bellezza, consentendo al tempo stesso di contemplare la vita delle monache di clausura.

Cosa mangiare a Erice: la grande tradizione della pasticceria ericina

Ecco alcune delle prelibatezze da assaggiare assolutamente quando si decide di visitare Erice:

  • Genovesi: dolcetti di pasta frolla con un cuore di crema pasticcera.
  • Mustazzoli: biscotti con scanalatura, con aroma di mandorla, cannella e chiodi di garofano.
  • Dolci di zibibbo ericini: dolcetti di pasta reale ricoperti di cioccolato fondente, ripieni di liquore.
  • Cassatelle di ricotta: ravioli dolci fritti con all’interno ricotta di pecora e gocce di cioccolato.
  • Pane Cunzato: pane casereccio condito con olio fresco, pomodoro, formaggio e acciughe.

Guida pratica: come arrivare e muoversi a Erice

Ci sono tre modi per raggiungere Erice: in auto, in bus o tramite funivia.

Come arrivare a Erice in auto

Da Trapani (tramite la SP31): la strada provinciale SP31 è la strada consigliata per chi proviene da Trapani. Ti porta proprio fino ad Erice vetta e ci sono numerosi tornanti con vista panoramica su Trapani ed il mare.

Da Palermo: percorri l’autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo, prendi l’uscita per Trapani e segui le indicazioni per Erice.

In entrambi i casi, giunti ad Erice vetta c’è un grande piazzale con tanti posti auto, proprio davanti Porta Trapani.

L'area con parcheggi a pagamento per le auto davanti Porta Trapani a Erice.
L’area con parcheggi a pagamento per le auto davanti Porta Trapani a Erice.

Come arrivare a Erice in bus

  • L’AST (Azienda Siciliana Trasporti) ha una linea di bus extraurbani che in 45 minuti porta fino ad Erice vetta. Il terminal principale si trova al porto di Trapani.
  • L’ATM di Trapani ha anche due linee di bus urbani (21 e 23) che consentono di scendere alla fermata “funivia”, dalla quale poter appunto usare la funivia per giungere sino ad Erice.

Come arrivare a Erice in funivia: orari, prezzi e biglietti

La funivia è il mezzo più comodo per arrivare fino ad Erice. La stazione della funivia si trova a Trapani (per raggiungerla, scrivi “Via Capua, 3 Casa Santa TP”) su Google Maps.

Al momento un biglietto di andata e ritorno costa 15€ per gli adulti (11€ per i residenti in Sicilia) e 4€ per giovani tra i 3 ed i 16 anni. Qui trovi le tariffe complete per la funivia di Erice.

Le corse sono continue, si sale “al volo” sulle cabine ed il personale si assicura che ogni cabina sia ben chiusa dopo l’ingresso dei passeggeri. Gli orari variano in base al giorno e al periodo dell’anno, consigliamo per questo di consultare gli orari di apertura dell’impianto.

Considera che ci sono vari parcheggi per l’auto a pagamento tutto attorno alla stazione a valle. Ad ogni modo, ad esempio nella vicinissima Via Europa, ci sono anche vari parcheggi gratuiti… puoi provare a vedere se ne trovi uno libero.

Foto scattata durante la salita a Erice in funivia. Sullo sfondo le Saline di Trapani e Paceco e le Isole Egadi
Foto scattata durante la salita a Erice in funivia. Sullo sfondo le Saline di Trapani e Paceco e le Isole Egadi

Cosa vedere nei dintorni di Erice

Se stai visitando la Sicilia Occidentale, ci sono tantissimi luoghi interessanti che potresti decidere di visitare durante la tua vacanza.

Le Saline di Trapani e Paceco

Le Saline di Trapani e Paceco distano una decina di minuti d’auto da Erice, laddove sussiste la Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani e Paceco.

Si tratta di un’area protetta dal WWF che ricorda un’immensa scacchiera, dato che le sue grandi vasche d’acqua assumono sfumature di colore diverso in base alla luce del sole.

Le sfumature, che solitamente vanno dal rosso al rosa, conferiscono all’intera zona una parvenza di magia, complici anche i pittoreschi mulini a vento che impreziosiscono le saline e gli affascinanti fenicotteri rosa.

Qui inoltre il tramonto è speciale, ti consigliamo di fermarti e di godere di un panorama davvero unico.

Il Tempio e il Teatro di Segesta

Se ami la storia e l’archeologia, il Parco Archeologico di Segesta non può mancare nel tuo itinerario. Le cose da vedere a Segesta sono tante, ma certamente il Tempio ed il Teatro hanno la precedenza.

Qui il paesaggio collinare e selvaggio custodisce due meraviglie che sono arrivate ai giorni nostri ancora perfettamente integre e per questo tutte da ammirare.

Il Tempio Dorico risale al V secolo a.C. e presenta trentasei colonne maestose e nacque come luogo di culto religioso.

Poco distante, orientato verso il Golfo di Castellammare, si trova il Teatro Greco, interamente scavato nella roccia. Ancora oggi qui vengono organizzate delle rappresentazioni teatrali.

Se invece preferisci raggiungere una zona di mare, potresti ritenere interessante leggere la nostra guida su Castellammare del Golfo.

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