Pane cunzato, orgoglio sicilano!

Il pane cunzato è una prelibatezza senza eguali, ed il turista che si reca in vacanza in Sicilia non può non provarlo se desidera conoscere a fondo questa terra, anche  attraverso le tradizioni culinarie più antiche e radicate. I piatti più semplici infatti, realizzati con ingredienti “poveri” e genuini, in Sicilia hanno dato vita a piatti leggendari ed il pane cunzato ne è l’esempio.

Pane cunzato

Pane cunzatu

Specialità tipica della Sicilia Occidentale, il pane cunzato (o pani cunzatu) è un pane, rigorosamente casereccio cotto a legna, da consumare appena sfornato. Esistono diversi modi di condirlo, ma io vi parlerò del procedimento e del condimento classico. Il pane va tagliato per il lato lungo e condito con olio fresco, formaggio primo sale a fettine, pomodoro a fette, sarde salate ed un pizzico di origano se piace. Il pane deve essere caldo e croccante, e l’olio extra vergine d’oliva preferibilmente appena spremuto come vuole la tradizione in diverse località del trapanese.

Il piacere di mordere quel pane caldo e croccante ma morbido all’interno, e scoprire subito il sapore del buon olio fresco prima e quello del formaggio poi, restituiscono al palato quella piacevole sensazione che si prova quando si assapora qualcosa di delizioso, ed il contrasto con la sapidità delle sarde completa questo meraviglioso quadro. Preparare il pane cunzato in casa non è difficile (molto importante però è procurarsi un pane artigianale di forma allungata, possibilmente sfornato da poco) e non esistono quantità da rispettare riguardo gli ingredienti: potete abbondare o meno con acciughe, formaggio ed il resto in base ai gusti personali, il risultato finale sarà comunque strepitoso, e lo sarà ancora di più se gli ingredienti utilizzati saranno freschi e genuini.

Il Pane Cunzato di Scopello

Pane cunzato, l'antico forno di Scopello

Diciamolo subito, a scanso di equivoci: nel trapanese troverete un pò dappertutto bar e panifici che vendono pane cunzato, ma quello originale è uno e uno solo: quello dell’antico forno di Scopello. Forse è un pò più nascosto da trovare, ma sono soltanto pochi passi in più che val assolutamente la pena fare. Lascia l’auto nell’ampio parcheggio all’ingresso del borgo, supera a piedi il Baglio di Scopello e la prospicente piazzetta, imbocca la stradina sulla sinistra con il muretto in pietra e 30 metri dopo sulla destra troverai il cartello che indica il forno, si trova proprio lì. È un posto un pò spartano dove un’intera famiglia, da anni, serve dell’ottimo pane cunzato ai clienti. Qui il pane viene sfornato continuamente  e condito al momento davanti ai tuoi occhi, ti sarà chiesto se lo preferisci con le sarde o senza così da accontentare i gusti di tutti. Preso il tutto, per pranzare potrai accomodarti  nei tavolini proprio di fronte il forno, collocati all’interno di un piccolo giardino all’ombra di meravigliosi alberi di fico, che ricordano un’epoca che non c’è più. Se preferisci, in alternativa puoi raggiungere la vicina Spiaggia dei Faraglioni e mangiare direttamente lì, con vista sulla tonnara e magari con i piedi a mollo. Il biglietto di ingresso in quest’area costa al momento 3 euro.

Storia del Pane Cunzato

Il pane cunzato è detto anche “pane della disgrazia” ed il motivo è semplice quanto intuitivo: anticamente, quando era difficile riuscire a mettere qualcosa a tavola, era d’uso comune farcire il pane con ingredienti molto economici e facilmente reperibili, che spesso erano prodotti in famiglia. Le donne farcivano il pane, ben caldo e dalla crosta croccante, per i mariti appena tornati dal duro lavoro quotidiano nei campi. Esse aprivano a metà il pane un attimo prima di servirlo e lo “cunzavano” (cioè lo condivano) con gli ingredienti di autoproduzione che avevano in casa quali appunto olio fresco, formaggio, olive, pomodoro e origano. I più fortunati (magari quelli che anzichè lavorare nei campi facevano i pescatori) mettevano anche delle sarde, che aggiungevano quel gran tocco di sapore e di sapidità che completava magnificamente il piatto. Da allora nulla è cambiato ed il rito del pane cunzato soddisfa i più golosi fino a sera, con una ricetta che non è mai mutata nel tempo e con una preparazione che è esattamente quella che adoperavano le nostre nonne.

Il pane cunzato oggi

Oggi è sufficiente entrare in qualsiasi bar o panificio della Sicilia Occidentale (da Mazara del Vallo ad Alcamo, per intenderci) per trovare del pane cunzato pronto da mangiare. Sappi però che non si tratta dell’originale, ma di una sorta di “copia” per turisti. Se lo vedi lì già pronto sul bancone, magari con un pane di tipo industriale o comunque un tipo di pane come quelli che mettiamo comunemente a tavola…beh sai già che non si tratta di ciò che stai cercando ma di una imitazione economica. Spesso infatti, si tratta di panini industriali imbottiti in precedenza  nei quali viene messo del formaggio più economico rispetto il primo sale, e raramente vengono aggiunte sarde o acciughe, se non su richiesta.

Pane cunzato fatto in casa

Pane cunzato fatto in casa

Gustare il pane cunzato è il modo migliore per scoprire e comprendere fino in fondo le tradizioni di questa terra, spesso ancora oggi legate agli usi e costumi di un tempo. Se dovessi recarti in vacanza dalle parti del trapanese dunque, una visita al Baglio di Scopello e all’antico forno a questo punto è d’obbligo. Riscoprire i sapori genuini di una volta, e farlo all’interno di uno splendido contesto come questo, è un’esperienza che certamente contribuirà a rendere la tua vacanza in Sicilia ancora più piacevole…e sono certo che finirai con il fare quello che fanno tutti una volta terminato il viaggio: provare a fare il pane cunzato in casa! Come hai visto gli ingredienti sono semplici e facilmente reperibili, ricorda di procurarti un pane artigianale appena sfornato e condiscilo (pardon…cunzalo!) poco prima di servirlo in tavola.

 

In conclusione…

Antico forno Scopello

Il consiglio è quello di evitare il periodo di Agosto e le Domeniche estive perchè il posteggio antistante l’ingresso di Scopello ha capienza limitata e quasi sempre bisogna mettersi in coda in attesa che si liberi un parcheggio, il che non è piacevole sotto il sole cocente. Meglio andare nel resto dell’anno e trascorrere una magnifica giornata all’aria aperta senza la calca e la ressa dei turisti, potendo così godere a pieno di ogni scorcio, ogni attimo ed ogni sapore che questo meraviglioso borgo può regalarti.