Cosa vedere a Caltanissetta

Città capoluogo di provincia, Caltanissetta deve il suo nome agli arabi che durante il loro dominio, cominciato intorno all’846, diedero il nome della città di Qalʿat an-nisāʾ, letteralmente traducibile come “castello delle donne”, in associazione al vecchio nome bizantino Nissa dato invece dai Bizantini che presumibilmente hanno fondato il primo nucleo abitativo della città.

Caltanissetta si erge su un terreno collinare alle pendici meridionali del Monte San Giuliano, in posizione strategica dalla quale si può dominare tutto il paesaggio circostante, è il settimo comune capoluogo di provincia più alto d’Italia, preceduto nella Regione soltanto da Enna.

Cosa vedere a Caltanissetta: tra storia e arte

Passeggiando per la sue vie ci si può imbattere in rappresentazioni architettoniche di grande pregio, realizzate in diverse epoche storiche. Il giro della città per chi non sa cosa vedere a Caltanissetta non può che cominciare dal suo centro, ossia Piazza Garibaldi, sulla quale si affacciano alcuni monumenti più importanti della città come il Municipio, la chiesa di San Sebastiano e la Cattedrale.

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La navata principale della Cattedrale di Caltanissetta.

Quest’ultima, costruita tra gli ultimi anni del ‘500 e i primi del ‘600, è conosciuta comunemente come Santa Maria la Nova ed è anche dedicata a San Michele Arcangelo antico patrono della città. Qui si possono trovare i capolavori di Guglielmo Borremans, che ha interamente affrescato la navata centrale, dipinto alcuni quadri e realizzato la grande pala dell’altare maggiore con l’Immacolata e Santi.

Si prosegue poi percorrendo un breve tratto in salita di Corso Umberto per raggiungere la chiesa di Sant’Agata, detta anche chiesa del Collegio o di Sant’Ignazio. La sua elegante facciata barocca intonacata in un caldo color arancio si eleva a partire da una scalinata che si apre in tre rampe. L’interno è riccamente decorata con stucchi e marmi policromi e vi sono conservati diversi capolavori d’arte sacra.

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La Chiesa di Sant’Agata al Collegio, in Corso Umberto I a Caltanissetta

Imboccando la strada a sinistra della Cattedrale si arriva invece alla Chiesa San Domenico. Sita nel cuore del quartiere medievale, venne fondata nel 1480 per volere di Antonio Moncada e poi rimaneggiata nel ‘700, epoca a cui risalgono la facciata curveggiante e gli stucchi interni.

Da lì parte la ripida salita di via Angeli che conduce al Castello di Pietrarossa, fortezza probabilmente di epoca medievale, rappresenta uno dei più antichi edifici della città.

Caltanissetta, dopo un lungo passato di centro rurale, oggi basa la propria economia sul settore agricolo e terziario, ma nell’800 ha conosciuto momenti di splendore economico dovuto allo sfruttamento delle risorse minerarie del territorio, tanto da essere chiamata con l’appellativo di capitale mondiale dello zolfo. Tale importanza è testimoniata anche dalla fondazione, nel 1862, del primo istituto minerario d’Italia, accanto al quale è sorto un museo mineralogico che, oltre ad accogliere un’interessante collezione di minerali provenienti dal territorio, espone anche minerali ritrovati in altre parti del mondo e una sezione dedicata agli strumenti utilizzati un tempo per l’estrazione dello zolfo.

 

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