Cosa Vedere a Messina

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Se ti stai chiedendo cosa vedere a Messina durante la tua prossima vacanza nella zona Orientale della Sicilia, iniziamo con il dire che non si può certamente scindere Messina da ciò che maggiormente la contraddistingue: lo stretto!

Collegamento tra la Sicilia ed il “continente”, questo brevissimo tratto di mare ha fortemente influenzato lo sviluppo economico e sociale della città permettendole di diventare un importante centro di traffico marittimo sin dalle epoche più lontane.

stretto di messina

Cerniera tra il traffico orientale ed occidentale, Messina è stata un sicuro approdo per la navigazione sin dal tempo greco e romano.

Come non ricordare in proposito le innumerevoli leggende legate a Messina e al suo Stretto, come Scilla e Cariddi, i due terribili mostri marini che secondo il mito lo abiterebbero. Creati per gelosia e per vendetta, con i loro gorghi inghiottivano intere navi con tutto il loro carico di uomini e merce.

In realtà lo stretto di Messina è davvero un tratto di mare in cui ci si può imbattere in alcuni pericoli: venti contrastanti e correnti (che possono raggiungere una velocità di 90 km/h) generano spesso dei grandi vortici che di certo nei secoli hanno terrorizzato i naviganti che si sono trovati a solcare queste acque.

Cenni sulla storia di Messina

Per quel che riguarda la parte storica c’è molto da dire, anche a causa delle sfortunate vicende che hanno interessato la città.

Fondata nel 757 A.C. come colonia greca col nome di Zancle e poi Messana, Messina raggiunse l’apice della sua grandezza fra il tardo medioevo e la metà del XVII secolo, quando si contendeva con Palermo il ruolo di capitale siciliana.

La prima battuta d’arresto arrivò nel 1678 quando la sua classe dirigente venne totalmente annientata a seguito della storica rivolta antispagnola e, circa un secolo dopo, nel 1783, Messina venne gravemente danneggiata da un violento terremoto.

Il terremoti del 1783 e del 1908 a Messina

Gran parte degli edifici costruiti nel corso dei secoli venne distrutta e la ricostruzione avvenne molto lentamente, anche a causa di una situazione politico-economica abbastanza instabile. La città subì ulteriori gravi danni a causa dell’assedio durante la rivoluzione siciliana del 1848 contro Ferdinando II di Borbone.

Alcune fasi di ripresa si videro nel XIX secolo, quando vennero potenziati i collegamenti con i più grandi centri dell’isola e venne istituito il regolare attraversamento dello stretto a bordo di traghetti. Segni di rialzo si videro poco dopo l’unità d’Italia, quando venne redatto il primo piano regolatore della città che ampliò ulteriormente la città verso sud.

terremoto 1908 messsina
La Statua di Don Giovanni d’Austria a Messina, miracolosamente sopravvissuta al terremoto del 1908.

Il catastrofico terremoto del 1908 però bloccò nuovamente la fase di sviluppo della città.

Il piano di riprese che ne derivò non lasciò spazio alla memoria storica, prediligendo la protezione da altri terremoti con la costruzione di ampi viali e robuste strutture antisismiche.

Infine durante il secondo conflitto mondiale la città fu vittima di un pesante bombardamento che contribuì anch’esso a donare alla città quell’aspetto quasi del tutto moderno.

Le uniche preesistenze salvatesi spiccano nella trama edilizia residenziale di aspetto tardo ottocentesco, piccoli esempi del suo glorioso passato che appaiono qua e là in mezzo agli edifici in cemento. La città si presenta quindi moderna e dinamica con un assetto urbano ordinato e spazioso, con delle strade ampie e rettilinee in direzione nord-sud.

Cosa vedere a Messina | Tra storia e arte

L’itinerario che ti proponiamo comincia dal cuore pulsante dell’economia messinese: il Porto. Dal braccio naturale che lo forma (penisola di San Raineri) ci addentreremo in città da via I Settembre e, proseguendo lungo Via Garibaldi, giungeremo nella parte più settentrionale di Messina dove troveremo il museo regionale.

Lungo questo percorso incontrerai alcune attrazioni che indubbiamente meriteranno la tua attenzione. Sei pronto?

Sull’estremità della penisola di San Raineri troviamo il Forte del Santissimo Salvatore un’opera fortificata per volere del vicerè Ferrante Gonzaga nella prima metà del ‘500, per tentare di contrastare le continue minacce d’aggressione da parte dei turchi.

forte del santissimo salvatore

Il Forte rimane l’unico edificio ancora in buono stato dell’importante apparato difensivo che venne messo in piedi durante quel periodo e di cui fa parte anche la Cittadella che troviamo addentrandoci nella parte centrale della penisola. Di questa restano soltanto dei ruderi tra i cantieri navali del porto.

Lungo la Via Garibaldi incontriamo poi l’affascinante chiesa della SS. Annunziata dei Catalani. Edificata durante il periodo normanno, nella decorazione della facciata principale e dei prospetti laterali si riscontrano evidenti influenze arabe.

cosa vedere a messina
La Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani, in Via Garibaldi a Messina.

Anche il suo interno, con le colonnine lisce a sostegno degli archetti addossati al corpo di fabbrica, differenzia in maniera evidente questa chiesa da tutte le altre edificate in quel periodo nel messinese.

Il Duomo di Messina

Proseguendo giungiamo al Duomo di Messina. Edificato dai Normanni, venne consacrato sotto il dominio degli Svevi e dopo i vari danni che ha subito nel corso dei secoli, il suo aspetto attuale è quello che ha assunto dopo i bombardamenti del 1943.

navata del duomo di Messina
La navata principale del Duomo di Messina

La facciata è decorata con fasce di marmo policrome a bassorilievo raffiguranti scene rupestri e di vita domestica quotidiana.

Davanti al portale principale troviamo due leoni stilofori trecenteschi di notevole fattura. Anche l’interno risulta essere in gran parte rifatto, fatta eccezione della Cappella del Sacramento nell’abside sinistra, progettata da Jacopo del Duca, allievo di Michelangelo.

L’orologio astronomico animato

A fianco del Duomo svetta l’imponente campanile. Alto circa 60 metri, con il tetto a cuspide e alleggerito su tutti i lati da coppie di bifore, contiene al suo interno un vero gioiello meccanico del 1933: un orologio astronomico animato.

Commissionato dall’arcivescovo Angelo Paino alla ditta Ungerer di Strasburgo, è considerato il più grande ed il più complesso orologio meccanico ed astronomico del mondo.

Di fronte al complesso si trova la Fontana di Orione, una delle poche opere sopravvissute alle diverse catastrofi che hanno interessato la città. Realizzata nel 1547 celebra la costruzione del primo acquedotto cittadino.

fontana di orione
La Fontana di Orione in Piazza Duomo a Messina

Proseguendo per Via Garibaldi potrai notare alcuni episodi architettonici con datazione anteriore al piano di ricostruzione del 1911, come l’ottocentesco Teatro Vittorio Emanuele o le case Cicala.

Continuando lungo la principale arteria della città ti imbatterai nella piccola chiesa di San Giovanni di Malta. Inglobata nel Palazzo della Prefettura, con il suo elegante prospetto manieristico, è una delle poche architetture religiose del ‘500 ad essersi conservata in buone condizioni.

Proseguendo ulteriormente e imboccando Viale della Libertà, giungerai infine al Museo Regionale. Sistemato nel 1914 nei locali ottocenteschi dell’ex filanda Barbera-Mellinghoff, racchiude oggi al suo interno, oltre ad innumerevoli dipinti e sculture di elevato pregio e valore, elementi architettonici e decorativi recuperati dagli edifici distrutti dai sismi e dagli eventi bellici.

Beh, se avevi bisogno di farti una panoramica generale per capire cosa vedere a Messina, adesso hai tutte le informazioni necessarie per mettere a punto il tuo diario di viaggio 😉

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