
Lo Stagnone di Marsala è la laguna più grande della Sicilia, caratterizzata da acqua poco profonda e protetta dall’Isola Grande assieme a Mozia.
Si trova esattamente nella zona che va da Capo Coda Cavallo (detto anche Capo San Teodoro) a Capo Boeo, dunque in provincia di Trapani.
Da qui si può facilmente raggiungere l’isola di Mozia (o Mothia), un’isoletta di soli 0,45 km² fondata dai fenici nell’VIII secolo a.C. e che si trova proprio al centro della laguna.
Da premettere, per evitare di generare confusione, che con i termini “Stagnone”, “Laguna dello Stagnone” e “Riserva Naturale Isole dello Stagnone” si intende sempre la stessa area.
Alla stessa maniera, anche “Mozia”, “Mothia” e “San Pantaleo” indicano sempre la stessa isola.
In breve:
- Dove: Marsala, lungo la SP21 Trapani–Marsala.
- Come arrivare: auto fino all’imbarco, poi barca; accenno ai mezzi pubblici (treno fino a Marsala, poi taxi o bus).
- Tempo necessario: mezza giornata, 3–4 ore con Mozia e le saline.
- Costi: ingresso a Mozia 10 €, traversata in barca 6 € andata e ritorno.
- Periodo migliore: da aprile a ottobre.
Indice
Stagnone di Marsala: cos’è e come si chiama

Lo Stagnone di Marsala deve la sua esistenza all’Isola Grande (o “Isola Lunga”).
Questa lunga e stretta striscia di terra infatti, parallela alla costa, chiude quasi interamente il tratto di mare compreso tra Capo Coda Cavallo e Capo Boeo, separandolo dal mare aperto.
Come un frangiflutti naturale, la barriera frena il ricambio dell’acqua e dà origine a una laguna dai fondali bassissimi, in genere tra uno e due metri, ma spesso anche meno di cinquanta centimetri.
Qui l’acqua si scalda facilmente e diventa molto salata: sono le condizioni ideali per le praterie di posidonia, per gli uccelli che sostano nella laguna (inclusi i fenicotteri) e, da millenni, per la produzione del sale.
Laguna, riserva, isole: le denominazioni
Il nome ufficiale della laguna è Riserva Naturale Orientata «Isole dello Stagnone di Marsala», che la Regione Siciliana ha istituito nel 1984 e che si estende per poco più di 2.000 ettari.
Per essere ancora più precisi possiamo dire che quando si dice “Stagnone di Marsala” ci si riferisce al luogo geografico, mentre per “Laguna dello Stagnone” si intende la laguna vera e propria e con “Riserva dello Stagnone” si intende l’area protetta.
Gli abitanti del luogo chiamano direttamente “Lu Stagnuni” quest’area nel dialetto siciliano.
“Mozia” è invece il nome italiano per l’isoletta prospiciente, mentre “Mothia” è un nome più antico e “Motya” quello fenicio. Infine, il nome “San Pantaleo” per l’isoletta è attribuibile ai monaci di San Basilio cui l’isola fu donata nell’XI secolo.
Anche Isola Grande e Isola Lunga sono la stessa isola.
È il Libero Consorzio Comunale di Trapani (ex Provincia Regionale di Trapani) che si occupa di gestire la Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone di Marsala.
Le quattro isole dello Stagnone di Marsala: Mozia, Isola Grande (o Isola Lunga), Santa Maria, Schola

- Mozia: è importante premettere che Giuseppe Whitaker acquistò l’isola di Mozia agli inizi del Novecento, allo scopo di preservarne il patrimonio storico. Mozia è dunque l’unica isola dello Stagnone di Marsala che presenta un sito archeologico a pagamento, ed è appunto di proprietà della Fondazione Whitaker. Una volta sbarcati a terra c’è dunque una biglietteria in cui è possibile pagare il biglietto per poter visitare l’isola, incluso il Museo Giuseppe Whitaker. A Mozia c’è anche un bar con tavolini, ed una zona con panchine all’ombra di alberi secolari. Per il resto, è possibile girare autonomamente per l’isola tra vigneti e vegetazione spontanea. Per raggiungere l’isola di Mozia è necessario fare un tragitto in barca di pochi minuti.
- Isola Grande (o “Isola Lunga”): è la più grande tra le isole dello Stagnone di Marsala con i suoi 5 km di estensione, una vera e propria barriera naturale a protezione della laguna. Qui ci sono vecchie saline in disuso, ma soprattutto un’area benessere realizzata nelle vasche saline. Per raggiungere Isola grande bisogna andare in barca oppure è possibile andare direttamente a piedi dalla Spiaggia di San Teodoro, quando l’acqua è bassa.
- Santa Maria: l’isola è privata e per questo non visitabile. La si può circumnavigare con la barca o con il kitesurf. Da notare che l’isola è stata recentemente messa in vendita per 12 milioni di euro.
- Schola (“La Scuola”): è un minuscolo isolotto (circa 80 x 50 metri) disabitato che appartiene al Comune di Marsala. Presenta i ruderi di 3 edifici anni ‘30 e nel ‘900 venne utilizzato come lazzaretto per le persone con malattie infettive.
Isola di Mozia (Mothia): cosa vedere

Mozia è una piccola isola che racchiude però un’antica città, che è rimasta quasi come l’hanno lasciata i suoi abitanti 2.400 anni fa. Bisogna fare attenzione soltanto al sole cocente d’estate, anche se la vegetazione e gli alberi consentono di fare sempre una pausa all’ombra.
Il tempo totale per una visita completa di Mozia, incluso il Museo Giuseppe Whitaker, è di circa 2-3 ore, inclusa una consigliatissima sosta al bar dove è d’obbligo provare una delle loro buonissime granite artigianali (quella al limone con foglioline di menta è insuperabile!).
Ad ogni modo vicino il molo (in direzione della Casa dei Mosaici) c’è anche una fontanella con acqua fresca, tienilo a mente perché è un’ottima opportunità per trovare un po’ di refrigerio. Ci sono anche dei servizi igienici a disposizione.
Da notare che l’isola è privata, di proprietà della Fondazione Whitaker, ed è raggiungibile soltanto in barca (vedi la sezione “Come arrivare a Mozia”).
Breve storia: dai fenici a Joseph “Pip” Whitaker
Nell’VIII secolo a.C., i fenici scelsero questo isolotto in mezzo alla laguna per fondare una colonia: protetto dalle acque basse, vicino all’Africa, sulla rotta verso la Spagna e la Sardegna.
Mozia divenne presto una città ricca di commerci, cinta da mura lunghe circa 2,5 chilometri. Nel 397 a.C. arriva però Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa: assedia l’isola e la distrugge, e i superstiti si spostano sulla terraferma, dove nascerà Lilibeo, l’odierna Marsala.
Mozia non tornerà più una città. Resta per secoli un luogo quasi dimenticato, abitato dai monaci di San Basilio, che le danno il nome di “San Pantaleo”.
A restituirle la memoria, agli inizi del Novecento, è Joseph Whitaker, detto “Pip”: inglese, ornitologo, appartenente a una famiglia di mercanti di vino Marsala. Compra l’isola e comincia a scavare. Se oggi puoi camminare tra queste rovine, il merito è soprattutto suo.
Porta Nord e strada punica sommersa
Le mura abbracciano tutta l’isola e sono la prima cosa che si nota sbarcando a Mozia. L’ingresso monumentale meglio conservato è la Porta Nord, con i suoi massicci bastioni di blocchi squadrati.
Da qui partiva la famosa strada punica sommersa, un’opera sorprendente: circa 1,7 chilometri di pietre, larga sette metri, costruita nel VI secolo a.C. per collegare Mozia alla terraferma.
Oggi la strada sommersa si trova sotto il livello dell’acqua, perché da allora il mare si è alzato di circa mezzo metro. Con la bassa marea e il mare calmo c’è chi ancora oggi la percorre a piedi con l’acqua alle caviglie.
Se non te la senti, la puoi comunque vedere benissimo quando farai il giro in barca della laguna. In ogni caso, informati prima sulle condizioni meteo e porta scarpe adatte a stare in acqua.
Tofet, santuario di Cappiddazzu e Kothon
Sul lato nord-occidentale ti aspetta il Tofet, un santuario a cielo aperto pieno di stele votive e urne. È il luogo più enigmatico di Mozia: gli studiosi discutono ancora se vi avvenissero sacrifici di bambini o se fosse semplicemente un’area di sepoltura infantile.
Tra le rovine dell’isola si riconoscono poi i resti del santuario di Cappiddazzu, dei primi del VII secolo a.C., con fosse scavate nella roccia. Il nome in siciliano significa “cappello largo”.
Poi c’è il Kothon, un grande bacino rettangolare di circa 51 per 35 metri. Per molto tempo è stato considerato il porto interno della città. Oggi si pensa piuttosto a una vasca sacra o a un bacino di carenaggio.
Casa dei Mosaici
Per capire davvero come vivevano gli abitanti più ricchi di Mozia fermati alla Casa dei Mosaici, una dimora su due piani con portico e colonnato, detta anche Casa dei Capitelli.
Il tesoro è il pavimento: un mosaico di ciottoli bianchi, neri e grigi con animali e motivi geometrici, considerato tra i più antichi della Sicilia. Non aspettarti pavimenti intatti però: restano tracce e la pianta delle stanze, ma bastano già per immaginare cortili, ospiti e mercanti.
Museo Whitaker e Giovane di Mozia




Visitare Mozia significa soprattutto visitare il Museo Whitaker, ospitato nella villa di campagna dove la famiglia soggiornava durante le visite all’isola.
Le numerose sale raccolgono migliaia di reperti degli scavi: maschere, stele, gioielli, armi, vasi e tantissimi oggetti di uso quotidiano. Il vero motivo per entrare è però lui, il Giovane di Mozia (o “Giovinetto di Mozia”), una statua greca in marmo del V secolo a.C., alta circa 1,8 metri e ritrovata nel 1979 nella zona artigianale dell’isola, in occasione di alcuni scavi condotti dagli archeologi dell’Università di Palermo.

Come sia finita in una città fenicia e chi rappresenti sono questioni ancora aperte: un auriga, forse un Ercole, forse una figura sacra. Ad ogni modo l’ingresso al museo è incluso nel biglietto d’ingresso all’isola
I vigneti di Mozia e il Grillo

Come scoprirai passeggiando lungo le sue stradine sterrate, l’isola di Mozia è ancora in parte coltivata a vite.
Qui agli inizi del Novecento fu impiantato il primo nucleo di Grillo, un vitigno nato dall’incrocio tra Catarratto e Moscato d’Alessandria, selezionato dal barone Antonio Mendola per ottenere un Marsala più aromatico.
Dal 2007 i vigneti storici sono affidati alla famiglia Tasca d’Almerita e il risultato è un bianco luminoso e sapido che porta il nome dell’isola: il Mozia. Il terreno sabbioso, il vento e il mare vicino fanno il resto.
Come arrivare a Mozia
Mozia non è collegata con la terraferma, dunque è raggiungibile solo in barca con una traversata di 8-10 minuti. È possibile scegliere l’imbarcadero che si preferisce, ce ne sono vari proprio davanti le saline.
Per giungere qui è possibile impostare come destinazione sul navigatore “Contrada Ettore Infersa” a Marsala (si percorre la SP21 tra Marsala e Trapani).
Da notare che è necessario acquistare due biglietti separati per visitare Mozia: uno per il tragitto in barca e l’altro per accedere all’isola.
In auto e con i mezzi
Per arrivare a Mozia in auto da Palermo si deve prendere l’A29 e uscire in direzione “Birgi”.
Bisogna poi percorrere la SP21 Trapani-Marsala ed infine raggiungere i vari imbarcaderi su Contrada Ettore Infersa (c’è comunque tanta cartellonistica ad indicare il tratto finale da seguire per giungere allo Stagnone di Marsala).
Per arrivare a Mozia in auto da Trapani bisogna anche in questo caso percorrere la SP21 (nota anche come “Via del Sale”) e seguire i cartelli che indicano il nome dei vari imbarcaderi.
Da dove si parte: i due punti d’imbarco per Mozia

Lungo la SP21 ci sono due punti d’imbarco, uno a breve distanza dall’altro.
Il primo si trova proprio accanto alle saline Ettore Infersa, ed è riconoscibile dall’iconico mulino a vento. L’altro è l’imbarcadero storico di contrada Spagnola, che si trova seguendo le indicazioni per “Imbarcadero storico di Mothia”.
Il servizio è gestito da operatori privati, le partenze sono frequenti (variano ovviamente in base all’operatore scelto) e la navigazione dura 8-10 minuti.
In linea di massima considera che l’imbarco alle saline conviene se vuoi unire la visita al Museo del Sale al tramonto. L’altro è la scelta più classica.
Orari, biglietti e prezzi

Come già accennato, ribadiamo che il biglietto della traghettata in barca per Mozia non include l’ingresso all’isola (pagherai questo secondo biglietto non appena sbarcato, c’è un apposito ticket office al molo).
Orari dei traghetti per Mozia:
- Partenze ogni 30 minuti, tutto l’anno.
- Da aprile a ottobre il servizio va dalla mattina alle 18:30. L’ultimo ritorno da Mozia è alle 18:30.
- Da novembre a marzo va dalle 9:15 alle 15:00, con ultimo ritorno alle 15:00.
- Da novembre a febbraio c’è un giorno di chiusura, il mercoledì, salvo prenotazione.
- La prima partenza è tra le 09:00 e le 9:15.
Costo del biglietto:
Adulti 6 € a/r, i bambini hanno una tariffa ridotta di 4 €. Per scuole e gruppi di almeno 20 persone ci sono tariffe speciali.
Durata della navigazione:
Considera 8–10 minuti, anche in base al flusso di passeggeri all’imbarco/sbarco e traffico dovuto alle altre barche.
Ingresso all’isola e museo
- Si paga direttamente in biglietteria non appena sbarcati a Mozia: 10 € adulti e 6 € bambini, con sconti per studenti universitari.
- Il biglietto comprende l’area archeologica e il Museo Whitaker.
Traversata guidata e tour:
Giunti in loco è possibile acquistare una traversata guidata di circa 30 minuti, con audioguida multilingue, al costo di 10 € per gli adulti e 5€ per i bambini. Si può usufruire del servizio dal 4 aprile al 30 settembre, con partenze orarie che vanno dalle 10 alle 16. L’ingresso all’isola resta escluso e va pagato non appena sbarcati.
Da notare che questo è un servizio diverso dal semplice traghetto, quindi non va confuso con la tariffa da 6 €.
- Tour della laguna: circa 60 minuti, 13 € adulti e 8 € bambini, dalla mattina alle 19:00. In inverno gli orari si pianificano in base alle condizioni meteo.
- Tour al tramonto: circa 50 minuti, dalle 19:00 alle 20:45, da giugno a settembre, circa 20 € con un calice di vino.
Saline, mulini e Isola Grande

Lo Stagnone di Marsala non è fatto solo di acqua e rovine: è un paesaggio disegnato dal sale.
Lungo la strada tra Marsala e Trapani, la cosiddetta “Via del Sale”, si susseguono vasche geometriche, cumuli di bianchissimo sale e caratteristici mulini a vento che sembrano usciti da un dipinto.
Qui il sale si produce da millenni: furono i fenici a sfruttare per primi questi fondali bassi, il vento costante e il sole.
Saline Ettore Infersa e Museo del Sale

Le saline Ettore Infersa si trovano proprio di fronte l’isola di Mozia e sono tra le più pittoresche da visitare. Il simbolo è ovviamente il bellissimo mulino a vento del Cinquecento, restaurato e ancora oggi funzionante, che serviva a pompare l’acqua tra le vasche e a macinare il sale.
All’interno il Museo del Sale racconta, con attrezzi d’epoca e un percorso multimediale, la fatica dei salinai. È possibile visitare anche le vasche: ci sono visite guidate lungo gli argini, tra acqua e montagne bianche di sale.
Le vasche cambiano colore con le stagioni e, in certi periodi, virano al rosa. Se puoi, arriva nel tardo pomeriggio: alla luce del tramonto le saline assumono una suggestiva colorazione rosa che è tutta da vedere.
Nel primo mulino a vento c’è anche un piccolo shop, dove puoi acquistare un pacchetto di sale: un souvenir semplice e genuino da portare a casa.
Isola Grande e traversata da San Teodoro
L’Isola Grande, detta anche Isola Lunga, è la striscia di terra che chiude la laguna dello Stagnone di Marsala. È lunga circa cinque chilometri ed è quasi selvaggia: macchia mediterranea, canneti, qualche pineta e vasche salanti in disuso, dove è facile avvistare fenicotteri e aironi.
Parte dell’isola è oggi privata, quindi informati prima su cosa si può visitare. È possibile raggiungerla in barca, oppure direttamente a piedi dalla spiaggia di San Teodoro, con una camminata nell’acqua bassa di circa 300–400 metri, in circa venti minuti.
La profondità cambia con la marea e va da pochi centimetri a 60–70 centimetri circa. Servono dunque costume e scarpette adatte all’acqua.
Non è consigliabile partire con vento forte (che caratterizza spesso la zona) o con il mare mosso, e se hai bambini valuta bene le condizioni sul momento.
Cosa fare nello Stagnone di Marsala
Allo Stagnone di Marsala è possibile fare tante cose diverse per godersi la giornata e le meraviglie che offrono l’acqua, il vento e la luce del tramonto.
Dall’esplorazione all’attività sportiva, dall’aperitivo all’osservazione della fauna, qui non ci si annoia di certo.
Tour in barca nella laguna

Il tour in barca della laguna dello Stagnone di Marsala è comodo perché puoi visionare in un’ora circa tutto quello che altrimenti richiederebbe mezza giornata.
Stando comodamente seduto, ascoltando anche l’audioguida, hai la possibilità di guardare senza fretta attorno a te e contemplare la bellezza del luogo da seduto.
La barca scivola lentamente sul pelo dell’acqua, profonda circa 60 cm, ad una velocità di circa 4 nodi. Puoi vedere da vicino Isola Schola, Isola Grande, la strada punica sommersa, e scendere a Mozia.
Durante la navigazione puoi anche spostarti da un punto all’altro della barca per cambiare visuale o avere un’angolazione migliore da cui scattare le foto.
Se il mare è la tua passione, considera che Marsala è perfetta come punto di partenza per una vacanza in barca a vela alle Egadi.
Brindisi al tramonto in barca
Questa è una delle opportunità più interessanti per coniugare relax al piacere della scoperta: su prenotazione è possibile fare un ottimo aperitivo in barca, uno scenario suggestivo in cui il sale assume toni rossastri e l’atmosfera diventa magica.
Informazioni utili:
- Partenza circa 30 minuti prima del tramonto.
- Durata intorno ai 50 minuti
- Servizio solo su prenotazione, da giugno a settembre.
Kitesurf, SUP e kayak

Lo Stagnone di Marsala è notoriamente un punto di ritrovo per quanti amano praticare il kitesurf. Basta raggiungere la zona per vedere decine di atleti in volo contemporaneamente, con le loro bellissime vele colorate.
Il fondale basso ed il vento costante rendono la Riserva naturale dello Stagnone il luogo ideale per questo sport, tanto che ci sono numerose scuole ed anche la possibilità di noleggiare l’attrezzatura in loco.
Lo stesso dicasi per il windsurf, il SUP e la canoa: qui ci sono le condizioni ideali per praticare questi sport in sicurezza ed a contatto con vari professionisti. Idem se sei un principiante e vuoi imparare o cerchi istruttori o una scuola che ti aiuti a diventare bravo.
Bagno e spiagge

Lo Stagnone di Marsala non è mare aperto, per questo le spiagge della zona piacciono alle famiglie. Qui infatti le acque sono quasi sempre calme e calde, ma soprattutto bassissime.
La spiaggia più famosa in zona è la spiaggia di San Teodoro, che vanta anche un bar/ristorante ed un piccolo lido con bar in spiaggia. Da qui tra l’altro, come accennato, è possibile andare a piedi all’Isola Grande.
Fatta eccezione per la settimana di Ferragosto, possiamo dire che questa non è una spiaggia eccessivamente affollata e che sia davanti il litorale che nei paraggi c’è ampia possibilità di parcheggio.
Se ami il mare e vuoi spingerti anche oltre la laguna dello Stagnone di Marsala, qui trovi la nostra guida con le spiagge più belle della Sicilia.
Fenicotteri e birdwatching
Lo Stagnone di Marsala si trova proprio sulle rotte dei migratori. Dunque la zona è rinomata per gli appassionati di bird watching, dato che qui si vedono spesso fenicotteri rosa, aironi cenerini, cormorani, spatole e fratini, su tutti.
Tra l’altro le acque basse e salmastre sono l’ambiente ideale per orate, spigole, cefali, anguille e muletti, di cui i volatili sono ghiotti. Basta fare una passeggiata davanti la laguna per scorgere qualche esemplare, anche se primavera e autunno rimangono i periodi dell’anno più interessanti per il birdwatching.
Quando andare allo Stagnone di Marsala?
Lo Stagnone di Marsala si visita tutto l’anno, ma ogni periodo dell’anno ha le sue peculiarità.
Nel periodo estivo, dunque da aprile a ottobre, la barca per Mozia parte ogni 30 minuti e l’ultimo ritorno è intorno alle 18:30. Luglio e agosto sono i mesi più affollati e più caldi, con temperature che possono superare i 35 gradi, bisogna tenerne conto.
Meglio arrivare al mattino, quando il caldo è ancora accettabile e c’è più tranquillità. Da fine luglio a settembre c’è la raccolta del sale: le vasche sono uno spettacolo da guardare, e a fine giornata possono virare al rosa. Da giugno a settembre si fanno anche i giri in barca al tramonto.
Primavera e inizio autunno sono ottimi per visitare la zona con calma: le temperature sono più fresche, e a primavera sbocciano i fiori selvatici lungo i sentieri di Mozia. Si tratta anche delle stagioni di passaggio degli uccelli, quindi buone per il birdwatching. Il vento in questo periodo è più frequente, quindi se pensi ad attività in acqua controlla le condizioni la mattina stessa.
In inverno la visita è possibile ma sarà necessariamente più breve. Da novembre a marzo i traghetti partono indicativamente dalle 9:15 alle 15:00 e da novembre a febbraio c’è un giorno di chiusura settimanale, il mercoledì, salvo prenotazione. Sarebbe ideale riservarsi la mattina per visitare Mozia ed il pomeriggio per le saline. Le vasche in questo periodo sono meno attive, ma la laguna ha un fascino quieto.
Ad ogni modo bisogna precisare che orari e giorni di chiusura cambiano, anche in funzione delle condizioni meteo, quindi fai bene a verificare sempre prima di partire.
Itinerario di mezza giornata
Per vedere l’isola di Mozia, le saline e la parte principale della laguna bastano tre o quattro ore. Un itinerario standard potrebbe essere il seguente:
Arriva ai moli per le prime corse del mattino e attraversa la laguna: sono solo pochi minuti di navigazione. Sull’isola calcola due o tre ore di permanenza, tra mura, Tofet, Casa dei Mosaici e Museo Whitaker (il museo da solo richiede circa mezz’ora). Come accennato in precedenza, anche una visita al bar di Mozia è consigliabile (prova le granite e non te ne pentirai). Per il ritorno tieni d’occhio l’ultima partenza, soprattutto d’inverno.
Poi, a metà giornata, fermati alle saline Ettore Infersa: qui ci sono il mulino, il Museo del Sale e la caratteristica passeggiata tra le vasche. Ricorda che nel primo mulino a vento che incontri c’è un piccolo negozio che vende souvenir e soprattutto piccoli pacchetti di sale “fresco” delle saline. Se la giornata è ancora lunga, aggiungi un giro in barca della laguna, che dura circa un’ora e passa dalla strada punica sommersa.
Se è estate e vuoi chiudere in bellezza, lascia il tramonto per ultimo: la luce sulle saline vale da sola la giornata. In inverno, con il sole che cala presto e il servizio ridotto, faresti bene a spostare Mozia al mattino e concentrarti sulle saline nel primo pomeriggio.
I nostri consigli dopo la visita

Completata la visita allo Stagnone di Marsala e Mozia, potrebbe essere interessante raggiungere uno dei bar o attività di ristorazione che si trovano proprio su Contrada Ettore Infersa e su Contrada Spagnola.
Si tratta di piccole strutture circondate da vigneti, chiaramente con un’eccezionale vista sulla laguna e sui mulini. In alternativa, con 6-7 minuti d’auto è possibile raggiungere direttamente Marsala e visitare il suo centro storico.
Se hai più giorni a disposizione, puoi approfittarne per spostarti un pò e vedere anche altro. Proseguendo per la SP21 in direzione Nord si arriva a Trapani, ed in questo caso troverai certamente utile la nostra guida per visitare la città di Trapani. Da lì puoi salire fino allo storico borgo di Erice, arroccato sulla montagna, oppure potresti preferire un sito archeologico e dunque visitare il Parco Archeologico di Segesta.
FAQ
Una visita completa di Mozia richiede circa 2-3 ore di tempo, incluse eventuali soste.
Arrivare a Mozia è semplicissimo: parcheggia l’auto presso il molo prescelto, acquista il ticket direttamente all’imbarcadero e goditi la brevissima navigazione che ti condurrà direttamente a Mozia.
I due biglietti sono separati. Il traghetto per raggiungere Mozia costa attualmente 6 € per gli adulti e 4 € per i bambini (costo totale andata e ritorno). Sbarcato a Mozia troverai un ticket office in cui pagare l’ingresso all’isola, che costa 10€ per gli adulti e 6 € per i bambini. Da richiedere direttamente in cassa lo sconto studenti.
Da novembre a marzo le barche per Mozia effettuano il servizio indicativamente dalle 09:15 alle 15:00. Tra novembre e febbraio il servizio è sospeso il mercoledì, salvo prenotazione. Considera comunque che l’ultima barca che fa ritorno condiziona il tempo per la visita. Per questo in inverno suggeriamo di arrivare con una delle prime barche e controllare bene gli orari del giorno o chiedere in biglietteria.
Sì, è possibile fare il bagno nello Stagnone di Marsala, ed è un’esperienza particolare dato che l’acqua della laguna è calda e bassa. L’ideale per un “bagno coi piedi”, soprattutto se si hanno bambini. Si può fare il bagno alla spiaggia di San Teodoro, proprio di fronte all’Isola Grande. Per quanti preferiscono invece il mare aperto, è possibile raggiungere il litorale più a sud.
È possibile osservare fenicotteri ed altri grandi volatili sia nelle saline che nelle vasche in disuso, nonché lungo l’Isola Grande. Ci sono in particolare dei momenti dell’anno in cui la loro presenza è più numerosa per via della migrazione. Consigliamo di portare un binocolo per osservarli al meglio, senza avvicinarsi troppo o disturbarli.
No, Stagnone e Mozia non sono la stessa cosa. Lo Stagnone è l’intera laguna, tutelata in qualità di Riserva Naturale Orientata «Isole dello Stagnone di Marsala». Mozia (o “Mothia”) è invece una delle quattro isole della laguna insieme a Isola Grande, Santa Maria e Schola. Dunque lo Stagnone di Marsala è l’area naturale nel suo insieme, mentre Mozia è un’isola al suo interno.










