L’aumento della popolazione di daini e cinghiali mette a rischio boschi, biodiversità e aziende agricole dell’area protetta. Il WWF Sicilia Nord Occidentale chiede un piano di contenimento basato su dati scientifici, con risultati misurabili e rendicontati.

Un gruppo di daini per dire che sono troppi i daini nelle Madonie
Un gruppo di daini riposa al sole

L’Ente Parco delle Madonie, in provincia di Palermo, ha chiesto alla Regione Siciliana di dichiarare lo stato di emergenza per l’eccessiva crescita della popolazione di daini, che si somma alla diffusione dei cinghiali.

Il 10 ottobre 2026 il WWF Sicilia Nord Occidentale è intervenuto sulla vicenda, sollecitando azioni di contenimento tempestive, continuative e fondate su criteri scientifici. Sono in gioco la tutela della biodiversità, la capacità dei boschi di rigenerarsi e il lavoro degli agricoltori che operano nell’area protetta.

Cosa chiede il WWF per le Madonie

Secondo l’associazione ambientalista, la richiesta di emergenza avanzata dall’Ente Parco conferma la gravità della situazione. Per il WWF non basta più predisporre programmi: servono interventi capaci di riportare i daini a una consistenza compatibile con la conservazione degli ecosistemi e con le attività agricole.

Il giudizio sul passato è netto. I risultati ottenuti negli anni scorsi vengono definiti insufficienti, e per questo l’associazione invita a verificare l’efficacia dei piani di gestione adottati finora e a individuare gli ostacoli che ne hanno limitato l’impatto.

Prelievo selettivo e cattura incruenta: gli strumenti sul tavolo

Il WWF indica due strade. La prima è il prelievo selettivo, cioè l’abbattimento di un numero definito di animali all’interno di piani autorizzati, con criteri scientifici e controlli adeguati: secondo l’associazione può contribuire in modo significativo a ridurre la popolazione.

La seconda è la cattura incruenta, con trappole e chiusini. Questa soluzione richiede però strutture, personale specializzato e risorse economiche, oltre a un modo concreto di gestire e, se necessario, trasferire gli animali catturati. Il WWF precisa che non basta invocare metodi alternativi: vanno valutati costi, tempi, fattibilità e capacità reale di incidere sulle dimensioni del problema.

Le cinque richieste dell’associazione

Per il WWF Sicilia Nord Occidentale è indispensabile:

  • Rafforzare subito il contenimento, usando gli strumenti consentiti dalla normativa e dai piani approvati;
  • Confrontare l’efficacia dei diversi metodi, considerando animali rimossi, tempi, costi e sostenibilità;
  • Fissare obiettivi di riduzione quantitativi, basati su dati scientifici attendibili;
  • Monitorare con continuità gli effetti su daini, rinnovazione forestale, habitat e colture;
  • Garantire trasparenza, rendendo pubblici interventi, risorse impiegate e risultati raggiunti.

Una questione che si trascina da anni

Il problema degli ungulati nelle Madonie non nasce oggi. Già a marzo 2026 agricoltori, allevatori e produttori del territorio si erano riuniti nell’associazione Azione Madonie per chiedere di trattare la situazione come un’emergenza.

In quell’occasione Angelo Merlino, consulente ed ex presidente del Parco, aveva riferito di circa 2.500 esemplari avvistati con i soli appostamenti, una parte di una popolazione di daini e suidi (incroci tra cinghiali e maiali selvatici) stimata in circa 40.000 capi. Si tratta di una stima, non di un censimento ufficiale.

Il presidente dell’Ente Parco, Giuseppe Ferrarello, sindaco di Gangi, aveva promesso un conteggio più accurato. Nello stesso periodo erano stati sbloccati gli indennizzi per i danni causati dalla fauna selvatica, fermi dal 2021, ed era stato affidato ad Antonio Spinnato l’incarico di zoologo del Parco.

Dopo la richiesta di emergenza sono inoltre partiti gli abbattimenti per frenare la crescita degli ungulati.

💡 Perché questa notizia è importante

Il Parco delle Madonie è una delle aree naturali più estese e preziose della Sicilia.

Un eccesso di erbivori può compromettere la rinnovazione dei boschi e la presenza di altre specie, oltre a danneggiare colture e aziende agricole che rappresentano un presidio economico e sociale per i paesi del territorio.

La richiesta di trasparenza avanzata dal WWF punta a rendere misurabile l’efficacia degli interventi, un aspetto che riguarda residenti, produttori e visitatori.

📌 In breve

Cosa: richiesta dello stato di emergenza per i daini e posizione del WWF sul contenimento
Dove: Parco delle Madonie, provincia di Palermo
Quando: intervento del WWF il 10 ottobre 2026
Chi: Ente Parco delle Madonie, Regione Siciliana, WWF Sicilia Nord Occidentale
Cosa cambia: il WWF chiede piani verificabili, obiettivi quantitativi e monitoraggio dei risultati

Fonti

  • WWF Sicilia Nord Occidentale
  • Ente Parco delle Madonie
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