Visitare Enna

Possiamo chiamarla Castrogiovanni (nome utilizzato fino al 1927), Urbs Inexpugnabilis (così soprannominata dai romani per la sua imprendibilità), Ombelico di Sicilia (per la sua centralità geografica rispetto all’Isola), e Belvedere di Sicilia (per le vedute panoramiche che da qui si hanno nelle varie direzioni) ma parliamo sempre della bellissima Enna!

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Enna vista dall’alto

Nota per essere il capoluogo di provincia più alto d’Italia per via dell’altitudine del centro abitato, che si attesta a 931 metri presso il Municipio, Enna si eleva su un alto picco la cui sommità risulta essere per la maggior parte pianeggiante. La città conserva tutt’oggi il suo aspetto storico e, passeggiando per le sue vie, si può ancora respirare un’aria medievale, solo lievemente contaminata dallo stile barocco e settecentesco.

Enna è una città pulita e tranquilla, molto lontana dalle caotiche metropoli siciliane che si trovano lungo la costa. Anche il clima dà la sensazione di trovarsi in un’altra regione: una fitta coltre di nebbia avvolge la città per ben 140 giorni l’anno, il che rende Enna quasi “spettrale” quando la si vede in lontananza percorrendo l’autostrada A19 . Gli inverni risultano più rigidi che in altre parti dell’isola e le estati, seppur calde, sono meno roventi, tanto da indurre anche l’Imperatore Federico II di Svevia a costruirvi la propria residenza estiva.

In linea con il sentore storico che trasmette la città, anche le tradizioni sono tuttora molto vive: la Settimana Santa infatti viene ancora celebrata nello stesso identico modo di come veniva fatto nel XIV secolo sotto l’influenza spagnola: il Venerdì Santo le confraternite degli incappucciati sfilano in profondo silenzio davanti all’urna di Cristo e alla statua della Madonna Addolorata.

Visitare Enna

Il percorso che segue ti consente di visitare Enna in maniera molto semplice e si snoda principalmente lungo Via Roma, che collega il Castello di Lombardia alla Torre di Federico II.

Il Castello di Lombardia, che si trova nella parte più alta della città, è uno dei più importanti e meglio conservati castelli medievali della Sicilia. Costruito sulle basi di una preesistente fortificazione araba, ha una pianta irregolare poiché segue esattamente la morfologia naturale del terreno. Al suo interno si trovano ancora sei delle venti torri originarie della cortina muraria. Da uno dei suoi innumerevoli cortili si entra nella famosa torre Pisana, dalla quale si può ammirare un meraviglioso panorama a tutto tondo.

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Il Castello di Lombardia ad Enna

Scendendo di qualche metro lungo la via Roma si incontra il Museo Alessi in cui si possono trovare diverse collezioni come il Tesoro del Duomo, la Pinacoteca, la sezione archeologica e la sezione numismatica.

Quasi di fianco al museo troviamo il Duomo, dedicato a Maria Santissima della Visitazione, è monumento nazionale e luogo di pace dell’UNESCO dal 2008. Suddiviso in tre navate da arcate ogivali sorrette da tozze colonne di pietra lavica, offre agli occhi dello spettatore che alzerà lo sguardo uno spettacolo unico: un ricco soffitto a cassettoni seicentesco con delle curiose mensole lignee che si concludono con dei grifi alati.

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Il Duomo di Enna

Il Museo archeologico, che si trova proprio di fronte al Duomo, è allestito a Palazzo Varisano che è esso stesso un’attrazione con i suoi innumerevoli elementi barocchi e con la conservazione di alcuni elementi quattrocenteschi. Il museo illustra la fase preistorica, classica e medievale del territorio ennese.

Proseguendo sempre per Via Roma si incontrano poi le chiese di Santa Chiara e di San Francesco, entrambe meritevoli di una visita.

Si arriva infine nella parte più moderna di Enna alta e, proseguendo per alcuni metri, si giunge alla Torre di Federico II. Una torre su base ottagonale che si innalza per tre piani per un’altezza complessiva di 27 metri. All’interno le sale sono sormontate da volte ad ombrello e presenta i caratteri dell’architettura militare federiciana. Una recente interpretazione le darebbe un significato simbolico: la torre sarebbe stata costruita proprio in quel punto per indicare l’«umbilicus Siciliae», ossia il centro esatto dell’isola.

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