Cosa vedere a Palermo

Se ti stai chiedendo cosa vedere a Palermo durante la tua prossima vacanza in Sicilia, sappi che il numero luoghi e di monumenti da non perdere è talmente grande da rendere difficile la scelta. Palermo è infatti ricchissima di importanti testimonianze artistiche,  monumentali e di spazi verdi che ne fanno una delle più importanti mete turistiche italiane. Proprio per questo, se hai deciso di visitare Palermo durante le tue vacanze in Sicilia, troverai davvero utile l’elenco dei dieci luoghi imperdibili da vedere a Palermo che abbiamo realizzato per te!

Palazzo dei Normanni

palazzo de normanni
Il Palazzo dei Normanni (o Palazzo Reale), in Piazza Indipendenza 1 a Palermo

Palazzo dei Normanni, noto anche come Palazzo Reale, è uno dei monumenti più famosi e visitati di Palermo per la sua immensa importanza storica. Il palazzo venne eretto nel IX sotto la dominazione araba in quella che con ogni probabilità era una fortezza punica e romana, e fu in seguito ampliata dai Normanni che la resero una reggia e una importante sede istituzionale. Alla costruzione originale, i Normanni decisero di affiancare fabbriche manifatturiere e nuovi edifici, ma a seguito del tramonto della dinastia Sveva nel XIII secolo il palazzo iniziò a perdere importanza sino a cadere in uno stato di degrado. Soltanto nel 1921 cominciarono dei lavori per ritrovare le antiche fabbriche ormai sepolte e vennero invece ritrovati tutti gli ambienti più altri di incredibile bellezza, tra questi la stanza dei tesori. Vennero scoperte, murate nel pavimento, quattro giare in grado di accogliere milioni di monete in oro.

cappella palatina
La Cappella Palatina all’interno di Palazzo dei Normanni, Palermo

Al primo piano del Palazzo dei Normanni si trova la Cappella Palatina, splendida testimonianza del periodo normanno. La magnificenza che riempie gli occhi del visitatore quando vi accede è difficile da raccontare attraverso le parole: le tre navate sono divise da enormi colonne in granito che sostengono una serie di archi ad ogiva. Il santuario, che è sopraelevato rispetto al resto dell’ambiente, ha il pavimento in mosaico e una soprastante cupola semisferica. L’intera cappella è un tripudio di iscrizioni, dipinti e mosaici che brillano grazie alle sfumature dorate e gli elementi arabi, romani e bizantini si fondono in una armonia di forme e colori probabilmente unica al mondo. All’inizio della navata principale vi è il trono reale, e sulla destra vi è un meraviglioso ambone sorretto da colonne decorate.

Particolarmente suggestiva è l’adiacente sala del Parlamento, realizzata nel 1560 e oggi impiegata per le sedute l’Assemblea regionale siciliana. Gli appartamenti reali sono composti dalla sala dei Viceré, arricchita da ritratti dei viceré di Sicilia, la bellissima sala da pranzo ed infine la sala di re Ruggero, impreziosita da mosaici che raffigurano quotidiane scene di caccia e che ricoprono per intero le due pareti sino al soffitto. All’ultimo piano vi è infine l’Osservatorio Astronomico, risalente al 1786 (periodo borbonico), che ospita un interessantissimo museo al cui interno si trovano antichi strumenti astronomici: tra questi un sestante, telescopi acromatici e alcuni barometri.

Cattedrale di Palermo

cattedrale di palermo
La Cattedrale di Palermo in Corso Vittorio Emanuele (per la toponomastica Via Vittorio Emanuele)

La cattedrale di Palermo è probabilmente uno dei più famosi ed importanti monumenti d’Italia. Fu realizzata nel 1184 laddove sorgeva una basilica, ma venne convertita in moschea dagli arabi (era in grado di accogliere contemporaneamente sino a 7 mila fedeli) fin quando con l’avvento dei Normanni fu restituita al culto cristiano. In seguito alla radicale ristrutturazione di fine ‘700 vennero aggiunte le navate laterali e la famosa cupola. Il prospetto principale presenta due torri alte e finestre ad arco con una colonnina in centro (le cosiddette “bifore”) e splendide arcate. Nell’edicola posta appena sopra il portale principale è possibile ammirare una Madonna del ‘400, mentre gli antichi battenti in legno sono stati sostituiti da moderne imposte in bronzo raffiguranti varie scene del Nuovo e del Vecchio Testamento. Sul fronte che si affaccia sul Corso Vittorio Emanuele è possibile ammirare tre arcate ogivali in stile gotico catalano, e su quella più a sinistra è possibile leggere un verso del Corano, probabilmente inciso durante il periodo di conversione a moschea.

L’interno è stato anch’esso ristrutturato alla fine del ‘700 e presenta tre diverse navate separate da pilastri e colonnine in granito. Qui è possibile ammirare opere d’arte di grande pregio: tra questi i resti di una tribuna gaginesca e statue di Antonello Gagini. Nella parte iniziale della navata di destra è possibile trovare tombe reali e maestose: tra queste il sarcofago di Costanza d’Aragona, la tomba di Federico II (marito di Costanza d’Aragona), quella di Pietro II d’Aragona, la tomba di Ruggero II ed il sarcofago che custodisce i resti di Guglielmo duca d’Atene. Alla destra del presbiterio è possibile trovare la cappella di S. Rosalia, patrona della città, che conserva un’urna in argento contenente le reliquie della “santuzza” (così la chiamano i palermitani). Nel presbiterio è possibile ammirare un trono episcopale e vari mosaici, mentre un meraviglioso crocifisso in legno del ‘300 è ammirabile sopra l’altare. All’interno della Sacrestia dei Canonici è possibile ammirare il Tesoro, che custodisce paramenti sacri, smalti bizantini, gioielleria medievale e oggetti grande valore ritrovati all’interno delle tombe reali di cui sopra.

Da qualche anno è anche possibile, previo appuntamento, prenotare una visita guidata sui tetti della cattedrale grazie a delle interessantissime aperture serali. È l’occasione perfetta per osservare Palermo da una prospettiva insolita e ammirare ancor più da vicino lo splendore della sua cattedrale.

Palazzo Chiaramonte-Steri

Palazzo Steri
Disegni sulle pareti di una cella delle carceri segrete di Palazzo Steri, in Piazza Marina 61.

Palazzo Chiaramonte-Steri, noto anche semplicemente come “Palazzo Steri”, nacque nei primi del ’500 e fu la residenza di Manfredi Chiaramonte, Conte del feudo di Modica nonché rappresentante della più potente ed importante famiglia della Sicilia del XIV secolo. Il palazzo presenta una pianta di forma quadrata con un grande atrio al centro, e per quasi 200 anni fu sede del tribunale dell’inquisizione (tra il 1660 ed il 1782). Proprio a causa dell’importanza storica di questo palazzo, inevitabilmente legata a quella dell’inquisizione, vi furono roventi polemiche durante la sua ristrutturazione avvenuta nel 1946: l’architetto Giuseppe Spartisano decise infatti di rinunciare all’incarico affidatogli per contrasti sorti con altri colleghi, i quali decisero di cancellare importanti segni della storia di Palazzo Steri quali le gabbie che erano presenti al suo interno e la piattaforma destinata ai condannati.

Durante un restauro più recente che ha invece riguardato la facciata, sono stati ritrovati solchi segnati dalle grosse gabbie che venivano appese per esporre le teste mozzate di chi osava ribellarsi al Re Carlo V. All’interno delle stanze anticamente adibite a carceri, e adesso visitabili dal pubblico, è tutt’ora possibile vedere disegni, graffiti ed iscrizioni alle pareti realizzate da coloro che vi furono un tempo  imprigionati. Alcune iscrizioni sono italiano, altre in latino ed altre ancora in dialetto. Per scrivere sui muri veniva utilizzata la cera di cui erano fatte le candele o la cenere, e le iscrizioni rinvenute raccontano scene di vita quotidiana all’interno del carcere, poesie, sogni, speranze di chi un giorno avrebbe voluto riabbracciare i propri cari e frasi ironiche.

In una stanza in particolare, è stata disegnata sul muro un’accurata cartina della Sicilia, che reca anche il nome di tantissime città e paesini collocati sul luogo esatto di appartenenza: è certamente opera di un grande viaggiatore, considerando che all’epoca non esistevano satelliti. Laddove vi si trovavano i bagni invece, una iscrizione sul muro invita a spostare una precisa pietra (posta proprio sotto la scritta) per poter comunicare con i carcerati che si trovavano esattamente al piano inferiore, nella stanza corrispondente.

Infine una chicca: da qualche anno è possibile visitare Palazzo Steri di notte, in occasione di una manifestazione dal nome “La notte delle streghe” organizzata da una associazione locale. Si tratta di una visita guidata molto particolare, in quanto vi sono delle streghe ad attendere i visitatori nella penombra del palazzo e a condurli ad un giro delle celle illuminate dalla luce delle sole candele. Il prezzo del biglietto è di 5€.

Monte Pellegrino e Santuario di S. Rosalia

Santa Rosalia
Statua in marmo di S. Rosalia, ricoperta in oro. Questa statua si trova nel santuario all’interno della grotta.

 

 

 

 

 

Il Monte Pellegrino, descritto da Goethe come «il più bel promontorio del mondo», è un particolarissimo rilievo montuoso  alto 606mt che si trova letteralmente dentro Palermo. Qui nidifica il falco pellegrino, ma è possibile incontrare anche conigli, cinghiali e caproni. Ai suoi fianchi è possibile scorgere ben 134 grotte di grande respiro preistorico, tra queste le grotte dell’Addaura, all’interno delle quali è possibile ammirare uomini e animali incisi sulla roccia, che risalgono al periodo Paleolitico. Dall’alto della vetta, raggiungibile in auto o a piedi, è possibile godere di un meraviglioso panorama, anzi tre: dal belvedere che si affaccia sul versante Nord-Est è possibile ammirare Ustica e le Isole Eolie; il versante Ovest regala una meravigliosa veduta dall’alto della bellissima spiaggia di Mondello, mentre dal lato Est è possibile ammirare la città in tutto il suo splendore (quest’ultima visuale è particolarmente suggestiva e romantica la notte).

Il nome del Monte Pellegrino è strettamente legato a quello di Santa Rosalia, la patrona di Palermo. Il santuario (si trova proprio in cima) ad essa dedicato risale all’anno 1625 e comprende un convento con un lato letteralmente appoggiato sulla roccia e una grotta oggi diventata una cappella. La santa nacque nel 1130 e si ritirò  in penitenza sul Monte Pellegrino molti anni prima della sua morte, avvenuta nel 1166. La leggenda vuole che ad un cacciatore, giunto nei pressi del luogo dove oggi sorge il santuario, apparve nella roccia il volto di Rosalia, che lo condusse verso la grotta invitandolo a riferire all’Arcivescovo di portare in processione per la città le ossa (le sue) ritrovate da poco dentro la grotta stessa, perché questo avrebbe posto fine all’ondata di peste che in quel periodo provocò migliaia di vittime in città. Il 9 Giugno del 1625 si svolse la processione con grande seguito del popolo, e al passaggio delle ossa gli ammalati guarirono miracolosamente dalla peste con stupore da parte di tutti. I servi del Re annotarono all’interno dei registri comunali i dati anagrafici di tutti coloro che guarirono in quel momento senza alcuna spiegazione.

La Spiaggia di Mondello

spiaggia di mondello
La spiaggia di Mondello

Situata lungo l’arco della bellissima baia compresa tra il Monte Gallo ed il Monte Pellegrino, la spiaggia di Mondello è la località balneare di Palermo per eccellenza, una delle più famose della Sicilia. Mondello è molto più di una semplice spiaggia, è una antichissima borgata marinara: durante la denominazione araba infatti, Mondello nacque come borgata di pescatori, un piccolo villaggio che viveva di ciò che il mare aveva da offrire (la parte che oggi conosciamo come spiaggia era però a quei tempi una palude) e vantava un piccolo porticciolo e una tonnara della quale è rimasta soltanto una torre (si trova nella piazza principale di Mondello).

Il terreno paludoso venne bonificato alla fine dell’800 e divenne pian piano un luogo capace di attirare l’élite palermitana dell’epoca. Il fascino di Mondello esercita tutt’oggi un forte ascendente sui palermitani, che considerano questa spiaggia un po’ come casa propria. Dopo una giornata passata al mare, i palermitani usano passeggiare fino alla piazza principale di Mondello, si chiama proprio Piazza Mondello, e concedersi un buon gelato o un piatto di pasta con il pesce serviti dai tanti bar e ristorantini presenti in zona. Altri preferiscono invece gustare un meraviglioso pane con le panelle servito dalle friggitorie presenti in piazza, e mangiarlo ben caldo osservando il mare dalla banchina.

Chiesa di San Cataldo, Piazza Pretoria e Quattro Canti

Chiesa di San Cataldo
La Chiesa di San Cataldo in Piazza Bellini a Palermo

Nella suggestiva Piazza Bellini sorge la bellissima chiesa di San Cataldo, costruita nel periodo Normanno, che presenta forme architettoniche tipicamente squadrate e tre cupole di colore rosso sul tetto. Su ciascuna facciata sono presenti tre monofore chiuse da un reticolato metallico, che assieme alle tre cupole, conferiscono all’intero edificio un aspetto particolarmente arabeggiante. L’interno presenta tre navate separate da sei colonne con splendidi capitelli ed un pavimento a mosaico, originale anche se oggetto di restauri nel tempo. Anche l’altare è originale e presenta alcune incisioni raffiguranti una croce e l’agnello. La chiesa di San Cataldo dista pochissimi passi da una delle piazze più belle e affascinanti di Palermo, Piazza Pretoria.

Piazza Pretoria
La fontana di Piazza Pretoria (detta anche Piazza della Vergogna) a Palermo

Circondata infatti da edifici dal grande valore storico e architettonico, Piazza Pretoria è una delle più importanti di Palermo. La quasi totalità dello spazio qui è occupata dalla magnifica fontana Pretoria, realizzata nel 1554 dell’artista fiorentino Francesco Camilliani. La fontana è interamente circondata da una elegante cancellata di colore nero, che proprio di recente si è deciso di aprire così da permettere ai visitatori di accedere e visionare da vicino le statue. Proprio le statue catturano più di ogni altra cosa l’attenzione dei visitatori: rappresentano divinità varie e sono raffigurate nude nella maggior parte dei casi, proprio per questo l’intera piazza è detta “Piazza della Vergogna” dai palermitani. Proprio di fronte la fontana sorge il Municipio di Palermo, detto Palazzo delle Aquile, che ospita in una cavità in cima all’edificio una statua di Santa Rosalia, patrona della città.

I Quattro Canti
I Quattro Canti (o piazza Villena) a Palermo

L’adiacente Via Maqueda venne creata quando il XVI secolo volgeva ormai al termine, in seguito alle pressioni che la nobiltà palermitana dell’epoca esercitava sul vicerè chiedendo a gran voce nuovi spazi in cui poter costruire i propri palazzi. Questa elegante ed incantevole strada incrocia perpendicolarmente il Càssaro (oggi Via Vittorio Emanuele, ma conosciuto dai palermitani come “Corso Vittorio Emanuele”) formando nell’intersezione la bellissima Piazza Vigliena (che i palermitani chiamano semplicemente “I Quattro Canti”). I Quattro Canti che arricchiscono la piazza (di forma ottagonale) sono stati realizzati agli inizi del ‘600 e presentano splendide decorazioni su diversi livelli, dal basso fino alla sommità, raffiguranti figure che fanno parte della terra e del cielo.  In particolare, al livello più basso, vi sono delle fontane raffiguranti i quattro antichi fiumi di Palermo (il Kemonia, l’Oreto, il Pannaria ed il Papireto) più le rappresentazioni di  Venere, Eolo, Bacco e Cerere che rappresentano allegoricamente le quattro stagioni. Il livello immediatamente più in alto presenta le statue di Filippo II, Filippo III, Filippo IV e Carlo V, mentre nella parte posta ancora più in alto è possibile ammirare le statue delle quattro sante di Palermo (prima dell’arrivo di Santa Rosalia): Ninfa, Agata, Cristina e Oliva. Ad ornare ulteriormente i Quattro Canti vi sono eleganti balconi, finestre e cornici, che danno assieme a tutto il resto un impatto decisamente scenografico a questo bellissimo luogo. Un particolare di cui tanti non sono a conoscenza però, è il fatto che questa piazza sia stata, nel periodo immediatamente successivo alla sua realizzazione, teatro di feroci esecuzioni. In particolare,  mani e piedi del malcapitato venivano legate con quattro corde diverse, e ogni corda era agganciata su di un cavallo differente. Al segnale del via, i quattro cavalli iniziavano a tirare ciascuno in una direzione opposta all’altro, con degli effetti facilmente intuibili.

Catacombe dei Cappuccini

Catacombe dei Cappuccini di Palermo
Catacombe dei Cappuccini, in Piazza Cappuccini 1 a Palermo

Il convento dei Cappuccini di Palermo, poco distante dal famoso Corso Calatafimi, custodisce nei suoi sotterranei un luogo che attira ogni anno migliaia di visitatori, un posto in cui i vivi possono incontrare i morti. Si tratta delle famose catacombe dei Cappuccini di Palermo, realizzate alla fine del ‘500 e che ospitano in tutto circa 8000 salme. La particolarità risiede nella perfetta conservazione dei corpi presenti, tanto che le mummie presentano ancora (a distanza di oltre 400 anni dall’imbalsamazione) la pelle, le unghia, i baffi e la barba, come se stessero semplicemente dormendo. Ma chi erano queste persone e perché al termine della loro vita il loro corpo venne “trattato” per poi essere esposto? Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto premettere che l’imbalsamazione era una tecnica costosa, e per questo erano solamente le famiglie benestanti a potersi permettere di effettuare simile trattamento al verificarsi della morte di un parente. Per questo motivo, in queste catacombe è possibile trovare i palermitani appartenenti ai più importanti ceti sociali dell’epoca e tra questi professionisti vari, appartenenti a forze militari (indossano ancora la propria divisa), borghesi, commercianti, giovani donne vergini (morte prima di potersi sposare e che indossano comunque il proprio abito da sposa), interi nuclei familiari ed una piccola sezione dedicata ai bambini.

La piccola Rosalia Lombardo
La piccola Rosalia Lombardo, presso le catacombe dei Cappuccini a Palermo

Le storie legate alle migliaia di mummie presenti sono davvero tante e tra queste non posso non citare Antonio Prestigiacomo, inguaribile amante delle donne vissuto nel ’700, il quale lasciò scritta la sua volontà di ricevere degli occhi di vetro subito dopo la morte. La ragione? Semplice, il poter continuare ad ammirare le donne anche da morto! Il suo sguardo, tutt’ora, sembra effettivamente fissare coloro che passano davanti la sua salma. Ancora più nota è la storia della piccola Rosalia Lombardo, detta “la bella addormentata di Palermo”, che morì a soli due anni nel 1920 ed il cui corpo si è incredibilmente conservato integro, grazie al particolare (e ad oggi sconosciuto) metodo di imbalsamazione che il Dottor Salafia le applicò. La bambina è talmente ben conservata che sembra semplicemente dormire, e si mostra come una bellissima bimba bionda con un nastro giallo tra i capelli. All’interno delle catacombe vi è anche un colatoio: la tecnica dell’epoca prevedeva infatti che i corpi venissero lasciati circa un anno distesi a “scolare”, prima di essere privati degli organi interni ed essere lavati con aceto. Infine, questi venivano riempiti di paglia e rivestiti con i propri abiti, prima di essere appesi o adagiati laddove è possibile ammirarli tutt’oggi offrendo ai visitatori anche momenti di riflessione sulla temporaneità della vita.

Teatro Massimo e Teatro Politeama

Il Teatro Massimo a Palermo
Il Teatro Massimo di Palermo in Piazza Verdi, il terzo teatro più grande d’Europa.

Posto nella splendida cornice di piazza Giuseppe Verdi, riqualificata alla fine dell’800, il Teatro Massimo di Palermo è il più grande teatro d’Italia ed il terzo più grande in Europa con i suoi quasi 8000 mq di superficie. Meraviglia dell’architetto Giovanni Battista Filippo Basile, i lavori per la realizzazione del Teatro Massimo furono avviati nel 1875 e portati a termine Ernesto (figlio di Filippo Basile) nel 1897.

Anche esteriormente il Teatro Massimo ha un forte impatto visivo ed esercita un enorme fascino sui visitatori, non a caso è forse il monumento più fotografato della città. In seguito a circa 20 anni di grandi lavori di ristrutturazione, il teatro ha riaperto i battenti nel 1997. Presenta esternamente una lunga scalinata con due leoni in bronzo ai lati, e sulla sommità una cupola emisferica enorme. Al suo interno è possibile ammirare cinque diversi ordini di palchi ed il loggione, la capienza totale è di 3200 unità. Per far spazio al teatro, nel 1875, venne demolita una chiesa ed un vecchio cimitero che ospitava anche alcune suore. La leggenda vuole che lo spirito di una suora, tutt’oggi, compaia all’improvviso nei meandri del teatro, spaventando gli addetti ai lavori.

Teatro Politeama
Il Teatro Politeama in Piazza Ruggero Settimo a Palermo

 

Realizzato dall’architetto Giuseppe Damiani Almeyda tra il 1867 ed il 1874, il Teatro Politeama arricchisce piazza Ruggero Settimo, la più famosa piazza di Palermo (detta “Piazza Politeama” dai palermitani). La parte frontale presenta un corpo avanzato ed un bellissimo colonnato, mentre sul tetto vi sono 7 enormi cavalli rampanti fatti bronzo, per un grande effetto scenico. Il teatro ospita all’ultimo piano la Civica Galleria d’Arte moderna “Empedocle Restivo”, le cui opere rappresentano lo scenario dell’arte contemporanea italiana e siciliana in particolare, in continuità con quanto presente all’interno di Palazzo Abatellis.

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